L'assedio di Tortona - Avvenimenti Particolari - I Cavalieri e le Dame - Storia e Letteratura

L’Imperatore diede ordine di impiccare tutti i Tortonesi che cadevano in sua mano, ma questo non fermò i coraggiosi cittadini, che anzi dileggiavano gli assedianti, così numerosi e potenti ma non in grado d'avere ragione di una cittadina fortificata. Per rifornirsi d'acqua vi erano quotidiane sortite verso la fonte di Rinarolo, posta sotto il controllo dei Pavesi che non riuscivano a respingerle.
Secondo i canoni degli assedi del tempo furono messe in campo una miriade di macchine da guerra e si scavarono gallerie sotto le fortificazioni. Una particolarmente insidiosa minacciava la Torre Rossa. Pocasale Ghisolfo , che ne comandava le difese, riuscì a rendersene conto e fece scavare un cunicolo di contromina sotto quello degli imperiali. Il 17 marzo la galleria imperiale crollò seppellendo numerosi assedianti.
Vi furono due grandi assalti all’acropoli della città : il primo il 14 marzo, con un assalto contro porta Genovese e porta del Leone, che venne respinto con pesantissime perdite da ambo le parti, 800 morti imperiali e 236 tortonesi. Questi ultimi rifiutarono le offerte di resa, per cui Federico, irato ordinò un assalto finale da tre lati : colle santa Lucia, porta Genovese ed il Borgo Nuovo. La battaglia fu tremenda, ma al grido di “San Marziano e Santa Croce” gli attaccanti furono respinti. Un manipolo però riuscì ad entrare ed a piantare uno stendardo. Ne faceva parte Gottardo di Thristein, che , vista una bellissima ragazza piangere genitori e fratelli morti nella battaglia, se ne innamorò e la rapì, sposandola successivamente nel proprio castello d'Arezzo. Anche questo manipolo fu respinto, e vi furono 1800 caduti da parte imperiale e 400 per i tortonesi.

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Chi tradì la città rivelando all’Imperatore la sua principale debolezza, l’acqua ? Fu un castelnovese , tal Gerardo Selvatico, che come dice il Generale Dottor Zavattari, autore di un’interessante cronaca : “ Per codardia non si perita di far pugnalare la gran Madre, la Patria, per perpetrare la vergogna di Giuda Iscariota”. Il castelnovese rivelò che inquinando la fonte di Rinarolo si priverà la città dell’acqua, quindi l’Imperatore ordina di scavare un vallo per isolare completamente la città e di inquinare la fonte gettandovi dentro cadaveri e fiaccole di zolfo. L’acqua è resa imbevibile, e quindi la città non può che arrendersi. Notizia tratte da “Pro Julia Derthona” anno 1955, dall’Anonimo Milanese e da Ottone Morena.
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